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martedì, 7 settembre 2010
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Storia e articolazioni di un’associazione interculturale

Nel giugno del 1977 uscì sulle pagine del Primorski dnevnik, il quotidiano degli Sloveni in Italia, un lungo articolo. Sotto il titolo "S filmsko analizo raznih družb dojemamo zgodovino našega veka" (Con l'analisi cinematografica delle diverse società comprendiamo la storia del nostro secolo) si snodava un'intervista con un giovane professore di sociologia e appassionato critico di cinema che, appena fatto ritorno da Torino nella città in cui era nato, Gorizia, già era animato dal progetto di sviluppare un "kinoatelje", una sorta di "laboratorio di cinema in cui discutere di cinema per arrivare alla fine forse anche a produrlo".
In realtà quello che Darko Bratina esprimeva come proposito era già una realtà. Presso lo Slovenski dijaski dom, casa dello studente slovena di via Montesanto, aveva già iniziato a riunire ragazzini delle superiori e non, che nella povertà di offerta di vera cultura avevano trovato una ragione di grande interesse nel verbo del cinema proposto con gran semplicità e sommo carisma.
Attraverso il suo fondatore e presidente il Kinoatelje partecipa alla rinascita cinematografica della città. Nel 1981 vennero, infatti, organizzate due importanti rassegne: la prima retrospettiva assoluta del cinema sloveno e la prima edizione di quello che sarebbe poi diventato il "Premio Amidei". Nel 1977, infatti, Darko Bratina aveva incontrato Sergio Amidei al Fest di Belgrado e propose in seguito al Comune di Gorizia una manifestazione estiva intitolata al grande sceneggiatore. Dopo alterne vicende, la realizzazione del Premio Amidei fu affidata all'omonima associazione di cui è socio fondatore anche il Kinoatelje.
La retrospettiva del cinema sloveno, SLOVENSKI FILM/CINEMA SLOVENO 1946-1981, fu la prima grande opera di promozione culturale, realizzata dal Kinoatelje insieme ad altre organizzazioni italiane e slovene. Sono anni in cui si parla ancora, e tanto più all'estero, prevalentemente di cinema "jugoslavo". La retrospettiva, non a caso realizzata a Gorizia, aprì una prospettiva inedita su una società che diventerà nazione.
Dalla retrospettiva presero inizio le anteprime del cinema sloveno, affiancate da cicli di serate cinematografiche (UN SALTO AL CINEMA, CINEMA-KINO, KINEMIX ecc.), un po' gli attuali giovedì di GORIZIA CINEMA. Queste iniziative erano realizzate insieme agli amici del Piccolo Cineforum e bilingui erano tutti i materiali di presentazione. La programmazione delle stagioni cinematografiche presso il Kulturni dom sarebbe sfociata organicamente, all'inizio degli anni novanta, nel "progetto" Cinema Vittoria, concepito all'interno del Kinoatelje: creare una società per rilevare un cinema decaduto e farne un centro cinematografico per Gorizia.
Per quanto riguarda invece la promozione del cinema sloveno in Italia nel 1986, il Kinoatelje decise di unificare le anteprime di cinema sloveno in un'unica manifestazione multimediale. Il FILM VIDEO MONITOR, rassegna di cinema video tv sloveni, ebbe subito anche una sua prosecuzione a Roma nella prima rassegna del cinema sloveno organizzata nel 1987 dall'Ente dello Spettacolo. Dopo alcune interessanti retrospettive soprattutto su autori e tematiche di frontiera (Peter Handke, Franco Giraldi, Il cinema delle cinque Slovenie) il FILM VIDEO MONITOR giunge ora, nel 1998 alla sua tredicesima edizione, caratterizzata da una dislocazione nello spazio di confine da Gorizia a Klagenfurt.
Nel 1997 Darko Bratina, senatore e parlamentare impegnato in politica estera, costantemente alla ricerca di iniziative che facessero di Gorizia un punto di ancoraggio nella comunicazione intraeuropea propose all'Azienda Fiere, a nome del Kinoatelje, la realizzazione di una manifestazione polifunzionale, culturale ed economica, riferita allo spazio dei sedici Paesi dell'Iniziativa Centroeuropea. Il MITTELMONITOR, accolto localmente con estrema prevenzione, non ha trovato in seguito un’adeguata collocazione realizzativa.
L'attività del Kinoatelje non consiste tuttavia soltanto in iniziative che possono avere anche grossa rilevanza nei mezzi di comunicazione nazionali, ma consiste in una presenza costante sul territorio regionale e della Repubblica di Slovenia, in frequentazioni assidue di iniziative e festival cinematografici, in attività pubblicistiche, editoriali e produttive e di ricerca storica, nel lavoro su progetti a lungo termine. Tutte attività che hanno nella sede di via della Croce 3 a Gorizia il loro punto di coagulo.
Talvolta il Kinoatelje si è trovato a coprire spazi diversi dalla sua destinazione primaria. Nella prima metà degli anni novanta fu organizzato, con la collaborazione scientifica dell'Università di Lubiana, un CORSO MULTIMEDIALE DI SLOVENO, denominato in seguito LABORATORI MULTIMEDIALI DI ECOLOGIA CULTURALE - LOGLAB, che ha iniziato ai rudimenti della lingua e della cultura slovena oltre duecento goriziani.

di Aleš Doktorič

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